Chiesa madreChiesa " sub titulo Gratiarum ": ampia, spaziosa,ad unica navata. Iniziata la costruzione nel 1838, su progetto dellArchitetto Lo Piano da Caltanissetta, con qualche contributo governativo a varie riprese e soprattutto con la prestazione dopera di tutti i sanconesi, fu completata il 1868. In seguito fu costruito il Campanile mentre la Chiesa, arricchita di stucchi, fu completata definitivamente nel 1904. Tra le opere di valore emergono quattro tele sovrastanti ad altrettanti altari laterali raffiguranti: le Anime del Purgatorio, dipinto da Francesco Vaccaro; S.Francesco di Paola e il Sacro Cuore, dipinto da Salvatore Cammarata; S. Giuseppe, dipinto da Domenico Provenzan.Decorazione e stucchi PRESBITERO (guardando da sinistra a destra) - Nel primo rosone ovale vi è raffigurata la scena: Gesù nell'orto degli Ulivi con un angelo che gli porge il calice. - Nel secondo rosone ovale vi è raffigurata la scena: Caino che ammazza Abele - Nel terzo rosone ovale vi è raffigurata la scena: Il sacrificio di Abramo. - Nel quarto rosone vi è raffigurata la scena : La Risurrezione. Nella Parte centrale del Presbiterio c'è l'Altare di marmo, trapiantato non si sa da dove è completato in diverse riprese, sulla cui sommità vi è la nicchia con l'Immacolata e due statue di gesso che sovrastano l'altare raffiguranti S. Pietro e S. Paolo. Nella nicchietta a semicerchio che sovrasta la nicchia dell'Immacolata vi è raffigurata la SS. Trinità con due Angeli a lato e, dominante il tutto, la statua del redentore. Nella parte alta dello stesso Presbiterio, al centro, vi è raffigurata: L'incoronazione della Vergine Regina del cielo e della terra Ancora più in alto, sempre da sinistra a destra, vi sono rispettivamente le scene: Gesù fra i Dottori nel Tempio, la Risurrezione e l'episodio di Gesù con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe. NAVATA CENTRALE (sempre guardando da sinistra a destra) Vi si trova n. 6 riquadri, sempre con stucchi a bassorilievo, raffiguranti: S. Michele Arcangelo, S. Cono, e i quattro Evangelisti Matteo, Marco, Lucca e Giovanni
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